.: News dalla Chiesa :.

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BIOGRAFIA DI PAPA BENEDETTO - IL GIORNALE DEL PAPA - LA TV DEL PAPA - LITURGIE PAPALI 2011 - VIDEO

 

Questo blog contiene informazioni e notizie riguardanti il Santo Padre Benedetto XVI e il suo universale ministero nella Chiesa, e notizie sulla Chiesa nel mondo. Gli articoli sono scelti dai principali giornali e fonti della Sede Apostolica. E' in rete a partire dal 13 maggio 2011, memoria della Beata Vergine Maria di Fatima.

Redattore: Sem. Daniele Maria   E-mail: blogcattolico@libero.it   Blog: http://www.blogcattolico.altervista.org/

 

"Compresi che la Chiesa ha un cuore, un cuore bruciato dall'amore. Capii che solo l'amore spinge all'azione le membra della Chiesa e che, spento questo amore, gli apostoli non avrebbero più annunziato il Vangelo, i martiri non avrebbero più versato il loro sangue... Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l'amore ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà" (S. Teresa)

 

                                         

NEWS DEL GIORNO

 Blog aggiornato: martedì 24 aprile 2012

 PERCHE' QUESTO BLOG?  
 

 

 

 

 

 

...«una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per Lui» (At 12, 5)
 

Sto provvedendo a un nuovo blog più professionale...

 


IN PRIMO PIANO OGGI martedì 24 aprile 2012
 

Gli anniversari del
rivoluzionario di Dio
- Benedetto XVI, nel 2012:

 

“La Chiesa è giovane”: sette anni fa, la Messa di inizio Pontificato di Benedetto XVI. Era il 24 aprile 2012:

 

“Tu es Petrus”, “Tu sei Pietro”: il popolo di Dio accoglie con gioia il nuovo Pontefice, “l’umile lavoratore nella vigna del Signore”. La mattina del 24 aprile 2005, Piazza San Pietro - gremita di fedeli di tutto il mondo - è in festa, ornata da 20 mila fiori. Dalla Loggia della Basilica vaticana, sotto lo stemma del Pontificato, pende l'arazzo della pesca miracolosa che raffigura Gesù in dialogo con San Pietro.

Benedetto XVI, nella sua omelia interrotta ben 37 volte dagli applausi, confida subito con quale spirito si appresti ad intraprendere il ministero di Pastore universale della Chiesa: “Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia”.

Il Papa ha parole di speranza, incoraggia ad avere fiducia nel futuro, perché, sottolinea, “chi crede non è mai solo, non lo è nella vita e neanche nella morte”. Una speranza che nasce dalla certezza nel Risorto. Cristo è vivo e così la sua Chiesa: “Sì, la Chiesa è viva - questa è la meravigliosa esperienza di questi giorni. Proprio nei tristi giorni della malattia e della morte del Papa questo si è manifestato in modo meraviglioso ai nostri occhi: che la Chiesa è viva. E la Chiesa è giovane. Essa porta in sé il futuro del mondo e perciò mostra anche a ciascuno di noi la via verso il futuro”.

Benedetto XVI si sofferma sul suo ministero di pastore, chiamato a cercare le pecorelle smarrite nei tanti deserti della nostra umanità. Deserti di solitudine, di abbandono, di amore distrutto. “La santa inquietudine di Cristo – afferma il Papa – deve animare il pastore”. Ma per fare questo, non bastano le sole forze umane:
“Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi”.
“Chi fa entrare Cristo” nella propria vita, ribadisce, non perde nulla. Anzi, solo nell’amicizia con Gesù “si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana”. Infine, nel solco tracciato dal suo amato predecessore, rivolge un pensiero speciale ai giovani:
“Solo in quest’amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera. Così, oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita”.

 

19 aprile 2005, i cardinali riuniti nella Sistina, al secondo giorno eleggono il Cardinale Ratzinger:

 

Fu eletto Papa durante il secondo giorno del Conclave, al quarto scrutinio, era il pomeriggio del 19 aprile 2005. Scelse il nome di "Benedetto XVI". Alle 17:56 fu dato l'annuncio dell'elezione con la tradizionale fumata bianca del comignolo della Cappella Sistina (ci fu in effetti un'iniziale incertezza sul colore del fumo, ma i dubbi furono sciolti alle 18:07, dal suono delle campane della basilica di San Pietro in Vaticano). Dopo circa mezz'ora, S.E. il Cardinale protodiacono Jorge Arturo Medina Estévez si affacciò dal balcone della loggia centrale della basilica per annunciare l'habemus Papam. Il suo primo ricordo fu per l'amato predecessore il beato Papa Giovanni Paolo II.

 

Il 16 aprile del 1927, a Marktl am Inn in Baviera, nasce il piccolo Joseph Aloisius Ratzinger

 
Nella mattinata di martedì 17 aprile, nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico in Vaticano, Papa Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione della Santa Messa di ringraziamento per i due anniversari che ricorrono ad aprile: giorno 16 aprile, l'85° compleanno, e l'elezione al soglio pontificio il 19 aprile di sette anni fa. Alla Santa Messa hanno assistito alcuni membri del Sacro Collegio cardinalizio ed una ampia rappresentanza dell'episcopato della terra natale dell'amato Sommo Pontefice.

"Nel giorno del mio compleanno e del mio Battesimo, il 16 aprile" - ha ricordato il Papa nell'omelia - "la liturgia della Chiesa ha posto tre segnavia che mi indicano dove porta la strada e che mi aiutano a trovarla. In primo luogo, c’è la memoria di santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes; poi, c’è uno dei Santi più particolari della storia della Chiesa, Benedetto Giuseppe Labre" e il Sabato Santo, che cadeva il 16 aprile l'anno della nascita del Pontefice.

Bernadette Soubirous, (...) cresciuta (...) in una povertà difficilmente immaginabile. (...) sapeva vedere, con il cuore puro e genuino. E Maria le indica la sorgente (...), acqua viva, pura e incontaminata; acqua che è vita, acqua che dona purezza e salute. (...) Penso che possiamo considerare quest’acqua come un’immagine della verità che ci viene incontro nella fede: la verità non simulata, ma incontaminata. (...) Questa piccola Santa è sempre stata per me un segno che mi ha indicato da dove proviene l’acqua viva di cui abbiamo bisogno – l’acqua che ci purifica e che dà la vita –, e un segno di come dovremmo essere: con tutto il sapere e tutte le capacità, che pure sono necessari, non dobbiamo perdere il cuore semplice, lo sguardo semplice del cuore, capace di vedere l’essenziale, e dobbiamo sempre pregare il Signore affinché conserviamo in noi l’umiltà che consente al cuore di rimanere chiaroveggente – di vedere ciò che è semplice ed essenziale, la bellezza e la bontà di Dio – e di trovare così la sorgente dalla quale viene l’acqua che dona la vita e purifica".

Successivamente il Santo Padre ha ricordato Benedetto Giuseppe Labre "un Santo un pò particolare che, mendicando, vagabonda da un santuario all’altro e non vuole fare altro che pregare e con ciò rendere testimonianza a quello che conta in questa vita: Dio. (...) Egli ci mostra che (...) al di là di tutto ciò che può esserci in questo mondo, al di là delle nostre necessità e capacità, quello che conta, l’essenziale è conoscere Dio. Egli da solo basta". La vita del santo che percorse tutta l'Europa vagabondando da un Santuario all'altro "rende evidente che colui che si apre a Dio non si estranea dal mondo e dagli  uomini, bensì trova fratelli, perché da parte di Dio cadono le frontiere, solo Dio può  abbattere le frontiere, perché grazie a Dio siamo tutti fratelli".

"E poi, infine" - ha detto Benedetto XVI - "c’è il Mistero Pasquale. Nello stesso giorno in cui sono nato, grazie alla premura dei miei genitori, sono anche rinato dall’acqua e dallo Spirito (...) La vita biologica di per sé è un dono, eppure è circondata da una grande domanda. Diventa un vero dono solo se, insieme ad essa, si può dare una promessa che è più forte di qualunque sventura che ci possa minacciare, se essa viene immersa in una forza che garantisce che è un bene essere uomo, che per questa persona è un bene qualsiasi cosa possa portare il futuro. Così, alla nascita va associata la rinascita, la certezza che, in verità, è un bene esserci, perché la promessa è più forte delle minacce. Questo è il senso della rinascita dall’acqua e dallo Spirito: essere immersi nella promessa che solo Dio può fare: è bene che tu ci sia, e ne puoi essere certo, qualsiasi cosa accada. Da questa certezza ho potuto vivere, rinato dall’acqua e dallo Spirito. (...)  Ora, la rinascita ci è donata nel Battesimo, ma noi dobbiamo continuamente crescere in essa, dobbiamo sempre di nuovo lasciarci immergere da Dio nella sua promessa, per essere veramente rinati nella grande, nuova famiglia di Dio che è più forte di tutte le debolezze e di tutte le potenze negative che ci minacciano". 

"Il giorno in cui sono stato battezzato, (...) era Sabato Santo. Allora si usava ancora anticipare la Veglia Pasquale nella mattinata, alla quale sarebbe seguito ancora il buio del Sabato Santo, senza l’Alleluia. Mi sembra che questo singolare paradosso, questa singolare anticipazione della luce in un giorno oscuro, possa essere quasi un’immagine della storia dei nostri giorni. Da un lato, c’è ancora il silenzio di Dio e la sua assenza, ma nella Risurrezione di Cristo già c’è l’anticipazione del «sì» di Dio, e in base a questa anticipazione noi viviamo e, attraverso il silenzio di Dio, sentiamo il suo parlare, e attraverso il buio della sua assenza intravvediamo la sua luce. L’anticipazione della Risurrezione nel mezzo di una storia che si evolve è la forza che ci indica la strada e che ci aiuta ad andare avanti".

"Mi trovo di fronte all’ultimo tratto del percorso della mia vita e non so cosa mi aspetta. So, però, che la luce di Dio c’è, che Egli è risorto, che la sua luce è più forte di ogni oscurità; che la bontà di Dio è più forte di ogni male di questo mondo. E questo mi aiuta a procedere con sicurezza. Questo aiuta noi ad andare avanti, e in questa ora ringrazio di cuore tutti coloro che continuamente mi fanno percepire il 'sì' di Dio attraverso la loro fede".


PAPA BENEDETTO XVI

Questo blog è messo sotto la protezione della Beata Vergine Maria, di San Giuseppe, di San Michele Arcangelo e di Sant'Annibale Maria Di Francia devotissimo del Romano Pontefice

 


IL SALMO DEL GIORNO

 

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